4,7 milioni di volontari italiani: una ricchezza per il welafare

È stato presentato pochi giorni fa a Treia il rapporto I.T.A.L.I.A. – Geografie del nuovo made in Italy di Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison con il patrocinio dei ministeri degli Affari Esteri, delle Politiche Agricole, dei Beni Culturali, dell’Ambiente e di Expo Milano 2015 e che ci porta in viaggio tra i tanti talenti italiani.

In particolare, il capitolo “Localismo e Suddiarietà” è stato realizzato con il contributo di AICCON, ed in particolare di Paolo Venturi e Sara Rago.
Nella produzione ed erogazione di servizi il nostro Paese non raggiungerebbe mai l’attuale grado di welfare se non potesse contare sul contributo della variegata galassia del terzo settore. Un altro dei primati tricolori: tra i Big Ue, con il 9,7%, l’Italia è prima per quota di addetti del Terzo Settore sul totale dell’economia. E queste realtà muovono entrate per 64 miliardi di euro, equivalenti al 3,4% dell’economia nazionale. Una ricchezza che andrebbe affiancata anche con il risparmio e il benessere sociale derivante dalle ore di lavoro messe gratuitamente a disposizione da 4,7 milioni di volontari. Numeri che ci parlano di un modello che coglie quell’economia delle responsabilità, della sobrietà e della condivisione che si fa strada.

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